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Suor Maria Mihaela PDF Stampa E-mail
Mi chiamo Mihaela e sono romena. Vengo dalla Romania da una famiglia cattolica praticante e sono la  più grande tra 4 sorelle.

Ho capito la mia vocazione progressivamente, il Signore pian piano ha  conquistato il mio cuore e momento per momento si è fatto conoscere  indicandomi tramite varie vie la sua volontà. Frequentavo il gruppo  giovanile dalla mia parrocchia e facevo parte dall’Azione Cattolica e come  le altre adolescente dal mio paese anche io mi domandavo: “Che cosa vuole il  Signore da me?”. 

Il primo momento forte in cui ho cominciato ad avvertire ad essere chiamata  a una vocazione particolare è stato al età di 14 anni quando ho ricevuto lo  scapolare carmelitano. Mi sentivo inondata da un amore che non potevo tenere  dentro di me e che mi chiedeva una donazione totale, ma non capivo ancora ne  come e ne dove. Poi sono seguiti altri momenti. Un mese dopo trovai il libro  Storia di un anima, l’autobiografia di Santa Teresa di Gesù Bambino, libro  che mi ha completamente affascinata. Ero rimasta colpita soprattutto dalla  semplicità di cuore di questa giovane monaca e dal suo genio di fare le più  piccole cose con un immenso amore per Gesù e per la sua Chiesa: “nel cuore  della Chiesa, mia Madre sarò l’amore, cosi sarò tutto”  e l’apostolato sarà  davvero fecondo per tutta la Chiesa e per il mondo intero.

Dico che sono stato dei momenti forti perché alcune esperienze e la lettura  di questo libro hanno inciso decisivamente sulla mia vita trasformandomi  interiormente, e soprattutto cambiando il mio sguardo interiore. Dentro di  me percepivo una Presenza che mi dava una gioia piena, una Presenza che era  la felicità più grande che avevo mai sperimentato, una presenza che è Amore  e che si avvertiva dentro di me più forte soprattutto quando ricevevo l'Eucarestia.

La mia vita era piena di senso e di significato. Per discernere meglio ho iniziato a fare un cammino vocazionale con le suore  francescane del mio paese: dei ritiri mensili e incontri vocazionali. È  stato un bel cammino che mi ha aiutato nel mio discernimento, ma non sono  mai entrata da loro perché dentro di me sentivo appartenere al Carmelo, era  come una voce interiore che mi dava questa certezza.

Allora andai dal parroco e chiesi di fare un’esperienza dalle suore  carmelitane missionarie della mia diocesi perché da noi, in Romania non ci  sono le carmelitane contemplative di clausura. Mi trovavo bene, solo che mi  mancava qualcosa, avevo una certa insoddisfazione, mi sembrava che il  Signore volesse di più da me, che Gesù mi voleva più unita a sé.

La Provvidenza mi era venuta incontro e mi ha fatto incontrare alcune  monache carmelitane  del monastero di Carpineto Romano che erano venute lì,  in Romania per qualche giorno in visita per una futura fondazione. Era come  il segno che il Signore mi dava al desiderio della vita contemplativa che  sentivo dentro di me e come risposta alle mie domande interiori. Avevo  capito il dove, ma avevo solo 16 anni e dovevo finire di studiare. Finite le  superiori, nel mio entusiasmo desideravo di entrare subito, ma sono stata  consigliata di frequentare l’Università prima di entrare. Allora decisi di  studiare teologia e mi iscrissi all’Università a Iasi, in Romania alla  Facoltà di Teologia romano-catolica. Lo studio della teologia mi affascinava  e mi dedicai con molta passione, anche perché mi aiutava nella comprensione  della mia fede e del mio rapporto con Dio. In questi anni, soprattutto nelle  vacanze mi dedicavo anche alle azioni di volontariato e tra queste una delle  più significative fu un esperienza di tre mesi in Francia nel Arca di Jean  Vanier con persone con disabilità, esperienza che mi ha insegnato molto  sulla dignità della persona umana e mi diede la possibilità di sperimentare  in modo profondo Cristo nella persona dell’altro.

Dopo aver concluso gli studi, nel agosto 2008 approdai finalmente al  Carmelo. Ho fatto la professione temporanea il 16 ottobre 2010 giorno in cui  compivo 24  anni e ho scelto il cognome religioso dello Spirito Santo perchè  “il filo rosso”, la peculiarità della mia vocazione è la Presenza di Dio  dentro di me, che non è altro che lo Spirito che abita in ognuno di noi,  come c’è lo sottolinea anche San Paolo: “Non sapete che siete tempio di Dio  e che lo Spirito di Dio abita in voi?”(1Cor 3,16).

Il cammino non è sempre facile e consiste soprattutto nel decentramento  di se stessi per poter mettere al centro Cristo, nel diventare vasi vuoti  riempiti dalla grazia di Cristo per poter espandere la Presenza del Signore  nel mondo intero come una “corrente trinitaria” che lasciamo passare  attraverso di noi e che non si sa dove arriva. La preghiera non è inutile  ma, pur essendo una forza nascosta modifica il mondo, incide sulla storia e  riguardo alla nostra vita nascosta mi piace citare Edith Stein, una santa  carmelitana: “Chi entra nel Carmelo non è perduto per i suoi, ma è in  effetti ancora più vicino, questo poiché è la nostra professione di rendere  conto a Dio per tutti”.

Sr Maria Mihaela dello Spirito Santo