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II domenica c PDF Stampa E-mail
Tutta la terra ti adori, o Dio,
E inneggi a te: Inneggi al tuo nome, o Altissimo. (sl 65, 4)

O Dio, che nell'ora della croce hai chiamato l'umanità a unirsi a Cristo,
sposo e Signore, fa che in questo convito domenicale la santa Chiesa sperimenti la forza trasformante del suo amore,
e pregusti nella speranza la gioia delle nozze eterne.

Terminato il tempo di natale riprendiamo il cammino del tempo ordinario, quel tempo che, caratterizzato dal colore verde, testimonia la speranza cristiana che mai viene meno.

Le letture di questa domenica sono incentrate sulla gioia.
Il tema che ricorre nella prima lettura e nel Vangelo è il banchetto nuziale.
Il profeta Isaia (Is 62, 1-5) ci descrive Israele in festa, come una giovane sposa: "sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli".

Nella seconda lettura Paolo (1Cor 12, 4-11) ci parla di carismi e ministeri, ma unico è lo Spirito che distribuisce largamente...perchè "è Dio, che opera tutto in tutti". Niente è nostro, ma tutto è suo dono.
Non ci sono carismi e ministeri migliori, "ma tutte queste cose le opera l'unico e il medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole".

Nel vangelo di Giovanni (Gv 2, 1-11) abbiamo narrato l'episodio delle nozze di Cana.
Venuto a mancare il vino...potrebbe sorgere un problema serio per i due sposi. Gesù, sotto invito di Maria, inizia i segni "Gesù manifestò la sua gloria".
Ma il significato è più profondo: quando manca Gesù...anche se ci sta il vino, la festa non è più festa. E' solo la presenza di Gesù che rende la festa una vera gioia.
Il vangelo di Giovanni in questi 11 versetti condensa tutta la sua spiritualità, la simbologia, la messianicità del Cristo, l'ora della sua glorificazione sulla croce.
È il tipico linguaggio di Giovanni, denso, che dice poche cose e rimanda a tante altre.
Ci sono le nozze che sono segno della venuta del Regno, di cui anche noi dobbiamo essere testimoni.
C’è la donna che non indica mai la madre, ma sempre la sposa, e in Giovanni è simbolo di Israele - figlia di Sion, sposa, fidanzata - chiamata ad ascoltare la voce di Dio: qui l'ascolto è tale che la donna è entrata nella conoscenza più profonda del Messia e della sua missione.
C’è l'obbedienza dei servi: come i servi che portano le giare piene d'acqua "qualsiasi cosa vi fica, fatela":
nell'obbedienza a Dio c'è sempre spazio per il suo agire, e quindi per nuove sorprese. Gesù si serve di noi uomini per operare.
C’è la famosa "ora": ora che richiama la Croce, richiama la morte.
Ma la Croce in Giovanni è gloria, quindi, la sofferenza, la passione per Gesù è "gloria" -quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me-.
È un linguaggio semplice: un racconto di una festa di matrimonio, e ce ne possiamo immaginare tante di queste feste.
Ma rimanda ad altro, rimanda a leggere i segni di Dio, rimanda allo Spirito che "non segue" le solite strade,
"tutti servono dal principio il vino buono poi, quando sono brilli, quello meno buono", dunque lo Spirito ha sempre nuove strade, non si ripete.
Infine la conclusione di Giovanni: Gesù a Cana diede inizio ai suoi miracoli - è il primo segno, l'archetipo, il modello di tutti i segni.
A Cana Gesù manifestò la sua gloria: quale? Quella Sua, che è il Messia atteso, lo Sposo vero delle nozze, il vino nuovo del banchetto eterno, perché lui è la vera vite; i suoi discepoli credettero in lui -perché aveva trasformato l'acqua in vino?, perché aveva risposto in quel modo alla madre?-. 
Ma i discepoli credono dopo. Maria invece fin dall'inizio crede e si fide: "qualsiasi cosa vi dica, fatela".
La risposta ora tocca a noi: Giovanni ci ha dato le sue indicazioni.  A noi la porta aperta allo Spirito.
Come Maria siamo chiamati ad essere "attenti" agli altri, alle necessità, ai disagi, alle richieste.
Noi come le sei anfore (giare) -sette è perfezione- siamo imperfetti, ma Gesù ci riempie e ci trasforma.

Completano il passo di Giovanni la prima di Isaia e la seconda di Paolo ai Corinzi.

Anche a noi è richiesto di credere a Gesù come hanno fatto i discepoli.
Il salmista ci fa cantare:
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

In questa settimana ricordiamo:
- 21 gennaio: s. Agnese, vergine e martire, mem. obblig.
- Dal 18 al 25 settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
- 24 gennaio: s. Francesco di Sales, mem.
- 25 gennaio: Conversione di san Paolo, festa
- 26 gennaio: s.ti Timoteo e Tito, vescovi, mem.