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40 anni della fondazione del Carmelo s. Anna

Nel lontano 1977 don Goffredo Gavillucci (+2010) espresse il desiderio di avere un Monastero nella sua Parrocchia a Carpineto. Fece la proposta ad alcune sorelle di Jesi, che si trovavano in aiuto al Monastero di Sutri. Cinque di loro si proposero per venire a vedere e se poi i superiori avessero acconsentito, anche a fondare. L’inizio di questo Carmelo fu pervaso di grande gioia ed entusiasmo, ma anche di sacrificio e lavoro.

Questa casa canonica con chiesa adiacente risultava bisognosa di rifacimento essendo stata chiusa da tanti anni. Tuttavia con l’aiuto di Dio e di benefattori si cominciò a costruire un po’ alla volta. Ma soprattutto con una offerta di papa Paolo VI, ora santo. Le sorelle arrivarono in sei e si misero subito all’opera piene di entusiasmo: chi puliva, chi cuciva, chi si dedicava all’ascolto dei fratelli. “Ogni giorno tutte insieme si riunivano per lodare il Signore, condividevano il pane, prendendo il pane con letizia e semplicità di cuore e godendo la simpatia del popolo” ( Atti 2, 46-47). “Sia che mangiate sia che beviate, sia che facciate qualunque altra cosa, fate tutto per il Signore, rendendo grazie in ogni cosa” ( Cor 1, 10-31). L’eco della lode incessante a Dio attirò al Carmelo giovani desiderose di condividere questa nostra vita contemplativa; “la quale influisce misteriosamente nelle costruzione del Regno di Dio, con la stessa ricerca diretta e immediata di Lui, con l’unione a Cristo, la nostra immolazione e orazione” (Costituzioni Monache cap. VIII n. 91). C’è il desiderio di aprirsi alla ventata di novità del Concilio Vaticano II, cercando di conformarsi al volere divino attraverso la Chiesa con i nuovi ordinamenti. La grata non è più un impedimento ma un mezzo per accogliere i fratelli e le sorelle che desiderano ricevere accoglienza e consigli utili per vivere la fede.

Il numero quaranta nella Bibbia è molto citato; soprattutto con il digiuno; Gesù nel deserto (Mt 4, 2). Mosè sull’Horeb (Dt 9, 9). Elia (1Re 19, 8). Anche le nostre sorelle sperimentarono all’inizio un periodo in cui mancava loro il cibo. Ma con la fede nell’aiuto del Signore, S. Giuseppe patrono della Provvidenza (molto invocato nel Carmelo), il necessario non venne mai meno. Dio benedisse la nostra Comunità con numerose vocazioni, la moltiplicò  affinché come “la vigna del Signore”, spandesse i suoi rami in altre terre (Sl 79/80 v 12): Cerreto di Sorano (Grosseto) nel 1992 e Sutri –in aiuto- nel 1998 (VT).
Anche nel Nord Italia con il Monastero di Biella nel 2005. Ora c’è il progetto Romania, con apertura verso l’EST.

Affidandoci a Lui, confidando in Lui e fidandoci di Lui proseguiamo verso la meta eterna. A Dio lode gloria e onore nei secoli in eterno. Amen” (Preghiera di Sr Maria Elvira).