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Cammino quaresima anno B PDF Stampa E-mail

Il cammino quaresimale anno B

Come ogni anno, il calendario liturgico ci presenta la “quaresima” e sembra che tutti si stia sull’attenti –pochi oggi a dire la verità-. Il tempo forte della quaresima ci sensibilizza di più allo spirito e alle opere di misericordia. Questo tempo va dal mercoledì delle Ceneri alla settimana santa, con incluso il triduo Pasquale.

Anzitutto è un tempo per prepararci alla Pasqua: tutto è incentrato -nella Parola di Dio, nei gesti, nella sobrietà dei riti- al grande mistero della passione morte e risurrezione del Signore. La scusa di dire: ma è sempre penitenza, è sempre quaresima…non regge.

Tutto ci richiama alla sobrietà: dal colore dei paramenti liturgici che è viola -solo per la domenica “Laetare” il colore può essere rosaceo-, all’addobbo floreale dell’Altare; c’è una scelta limitata per il suono degli strumenti musicali che è permesso solo per sostenere i canti. Tutto questo per incentrare e riportare la nostra attenzione al tempo forte che stiamo vivendo e prepararci a vivere la Pasqua.

La liturgia domenicale della quaresima (anno B) ci presenta questo schema:

1a : le tentazioni di Gesù nel deserto (Mt 4, 1-11)

2a : la trasfigurazione di Gesù (Mt 17, 1-9)

3a : Gesù al tempio (Gv 2, 13-25)

4a : domenica “laetare” dell’amore del Padre per il mondo (Gv 3, 14-21)

5a : il  Signore glorificato  (Gv 12, 20-33)

6a : domenica delle Palme e della Passione del Signore (Mc 14,1-15.47)

 

Perché ogni anno celebrare la Quaresima? Perché, come abbiamo sentito nell’annunzio del giorno di Pasqua, la domenica dell’Epifania, “centro di tutto l’anno liturgico è il triduo del Signore morto, sepolto e risorto”.

Arriviamo alla fine della Quaresima ed è bello terminare il cammino riconciliandoci prima di tutto con il Signore e con noi stessi, rappacificandoci, grazie al poco bene fatto, con le persone e con i fatti accaduti, abbracciando con Cristo il presente.

Gesù con la sua Croce ha preso su di sé tutto della storia, del nostro passato, del presente e lo ha redento. Non c’è più in noi. E’ su di Lui.

Leggiamo in Isaia: “Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori” (Is 53, 4).

Il Signore non ci ha amato per scherzo, ci ha pagato a caro prezzo.

Ripetiamo “Centro di tutto l’anno liturgico è il triduo del Signore morto sepolto e risorto”. Da qui scaturisce la nostra salvezza: da questa incarnazione del Cristo, da questa passione, da questa morte in croce per amore, per salvarci.

La Croce - che la quaresima ci richiama tanto- non è un pezzo di legno incrociato o una qualsiasi immagine è un simbolo, un’icona, è Gesù Crocifisso: la nostra salvezza. Ci dice san Giovanni: “Bisogna che sia innalzato il figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 14-15). Guardiamo dunque Gesù Crocifisso. Deponiamo sulla croce tutta la nostra vita, il nostro presente, il nostro passato: i dolori, le fatiche, i dubbi, le amarezze, i peccati, le passioni, persino i sogni e le speranze. Abbandoniamoci a Gesù, perché dalla sua Croce sgorga ancora un fiume di pace e di serenità, sgorga la nostra salvezza, oggi.

Così arriviamo alla Pasqua e così arriviamo rinnovati, convinti che Cristo per noi, per me, ha fatto tutto questo.

 In Quaresima incontreremo solo 2 solennità:

-          19 marzo: san Giuseppe, patrono della Chiesa universale (festa del papà)

-          24 marzo: Annunciazione a Maria (trasferita al 9 aprile, cioè dopo l’ottava di Pasqua).